I partiti non servono più
Il commento di Giuliano Ferrara sul Giornale di ieri ha riaperto il dibattito sulla morte dei partiti politici e la necessità di costruire un nuovo modo di fare politica [continua a leggere I partiti sanno solo fare danni]. In un certo senso, "abbiamo smarrito in tanti anni il gusto della vita pubblica, l’idea e la pratica di un esercizio efficace del potere, con i risultati che stanno sotto gli occhi di tutti" [continua a leggere]. Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner, Twitter o Facebook
10 AGO 20

Il commento di Giuliano Ferrara sul Giornale di ieri ha riaperto il dibattito sulla morte dei partiti politici e la necessità di costruire un nuovo modo di fare politica [continua a leggere I partiti sanno solo fare danni]. In un certo senso, "abbiamo smarrito in tanti anni il gusto della vita pubblica, l’idea e la pratica di un esercizio efficace del potere, con i risultati che stanno sotto gli occhi di tutti" [continua a leggere].
L'Elefantino scrive: "La cattiva reputazione dei partiti nasce da molti equivoci, d’accordo. Da una campagna di delegittimazione che dura da vent’anni. Male argomentata, per di più, vagamente e genericamente moralistica. Ma è la sopravvivenza di partiti morti che rende vivace la protesta e legittima l’insopportazione per la politica come oggi appare, che porta al fenomeno delle primarie sempre e regolarmente vinte dagli outsider, basta che siano candidati antipartito".
Anche in un editoriale il Foglio aveva espresso critiche: "Non funziona il sistema attualmente vigente nei partiti italiani, dove la burocrazia c’è, costa, ma non esercita nessuna funzione percettibile di orientamento e di raccordo con l’opinione dei militanti. Così anche la funzione minima di comitato elettorale risulta inefficace, mentre gli scontri interni appaiono solo lotte di potere senza riferimenti né di consenso né di idealità" [continua a leggere A cosa (non) servono le tessere]. Negli scorsi giorni, poi, abbiamo raccontato la confusione che primarie e tesseramenti creano all'interno di un partito, per esempio in Sardegna [guardaCulurgiones] e in Sicilia [guarda La Sicilia di Buttafuoco e leggi A Palermo si prepara una gran malafigura per partiti e patroni].
Qualche tempo fa ci aveva scritto Rino Formica, ricordandoci proprio che a essere in crisi non è la politica in sé, ma i partiti politici, che "devono tornare alla loro funzione originaria: essere corpi intermedi nella società per mediare tra cittadini e stato" [continua a leggere].